27 Gennaio 2025 // consenso lavoratore_  dati personali_  

Serve il consenso del lavoratore per il trattamento dei suoi dati personali?

Come già stabilito dalle Linee guida del Garante Privacy sul trattamento dei dati personali dei lavoratori privati, pubblicate il 23 novembre 2006, il trattamento dei dati personali dei lavoratori privati (ad esempio, dati anagrafici di lavoratori, anche cessati; la tipologia del contratto, a tempo determinato/indeterminato o a tempo pieno/parziale; la qualifica e il livello professionale; la retribuzione individuale; procedimenti e provvedimenti disciplinari; dati biometrici; fotografie; e dati sensibili riferiti anche a terzi, come il credo religioso, l’adesione a sindacati, lo stato di salute, ecc.) conferiti dal lavoratore in sede di assunzione o acquisiti nel corso del rapporto di lavoro, è lecito se finalizzato ad assolvere agli obblighi derivanti dal contratto di lavoro (compresa, quindi, la fruizione di permessi o aspettative sindacali) o dalla legge (quali, ad esempio, le comunicazioni ad enti previdenziali e assistenziali).

In tal caso la base giuridica del trattamento è costituita dall’esecuzione di un contratto tra le parti, o di misure precontrattuali adottate su richiesta dell’interessato, o per l’adempimento di obblighi legali a cui è soggetto il Titolare.  

Il consenso dell’interessato, salvo rare eccezioni (ad esempio la liberatoria per l’acquisizione e pubblicazione di fotografie) non è una base giuridica valida, in quanto a causa del rapporto subalterno nei confronti del datore di lavoro, il consenso del lavoratore non può mai ritenersi liberamente prestato né, per le medesime ragioni, liberamente revocabile.  

Tale interpretazione è stata recentemente confermata anche da un provvedimento del Garante Privacy greco, che ha sanzionato una società per aver trattato i dati personali dei propri dipendenti sulla base del loro consenso. In tale occasione il Garante ha sottolineato che Il dipendente si trova in una situazione subordinata e di soggezione al potere direttivo del datore di lavoro, quindi il suo consenso non si può considerare rilasciato liberamente, dato lo sbilanciamento di forza rispetto al titolare del trattamento 

11 Maggio 2023 // sicurezza dati

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