
Autore: Ing. Luca Casini
Consulente esperto rischi 81/08 ATEX, Incendio, ROA, CEM
Nel mio lavoro di consulente HSE, quando entro in uno stabilimento produttivo la prima cosa che faccio è osservare le dinamiche reali, quelle che escono dalla carta dei manuali. Pochi mesi fa mi è capitata una scena emblematica.
Ero a bordo linea in una grande azienda manifatturiera. Durante il sopralluogo noto una struttura scatolata, assemblata dal manutentore interno su una linea di montaggio acquistata anni fa da un primario costruttore. Chiedo cosa ci sia dentro. L’RSPP mi risponde con disinvoltura: “Ci abbiamo integrato un modulo laser per la marcatura rapida dei pezzi. Ma sta tranquillo, è inscatolato, non c’è pericolo”.
Apro la scheda tecnica della sorgente e leggo: Laser Classe 4.
In quel momento scatta l’allarme nella mia testa. Ma per capire perché in quel momento, abbia percepito un campanello d’allarme, dobbiamo fare un passo indietro e chiarire di cosa parliamo quando classifichiamo una sorgente laser.
La classificazione dei laser (regolata dalla norma tecnica CEI EN 60825-1) misura la capacità del raggio di provocare danni irreversibili agli occhi e alla pelle. Si articola in quattro classi principali:
Un laser di Classe 4 non perdona. È in grado di produrre lesioni gravissime e permanenti alla retina e all’epidermide non solo per visione diretta o riflessione speculare, ma persino per riflessione diffusa (luce rimbalzata da superfici opache o ruvide).
È inoltre importante sottolineare che laser di Classe 4 non è solo sinonimo di potenze elevate con fasci visibili a occhio nudo. Rientrano in questa classe anche sorgenti con potenze relativamente modeste, ma che emettono radiazione non visibile. In questi casi il rischio è particolarmente insidioso, poiché la radiazione non può essere percepita dall’occhio e non induce la normale reazione di avversione alla sorgente. Quando si parla di laser, l’assenza di una percezione visiva del fascio non significa affatto assenza di pericolo: è l’esatto contrario.
Nel settore industriale, quindi, i laser Classe 4 sono fantastici: tagliano l’acciaio come il burro, saldano e marcano a velocità incredibili. Ma portano con sé un rischio potenziale enorme.
Ed è qui che torniamo al problema riscontrato in quell’azienda.
Pensi davvero che basti mettere quattro lamiere o sfruttare i ripari già presenti sulla macchina per dire che il problema è risolto? È l’errore più comune che vedo fare in azienda.
I Datori di Lavoro e i responsabili di produzione spesso ragionano così: “L’operatore sta fuori, il laser spara dentro, il raggio non colpisce nessuno”. Questa non è sicurezza: è solo una speranza. Una riflessione speculare non prevista, un riparo non idoneo alla frequenza o alla potenza del fascio, o un microinterruttore di sicurezza inadeguato bastano per trasformare un’isola di lavoro in una trappola da Radiazioni Ottiche Artificiali (ROA).
Quando installi una sorgente laser Classe 4 (per sua natura pericolosa sia per emissione diretta che diffusa) all’interno di una macchina o linea realizzata da un fabbricante terzo, si verifica quasi sempre una modifica sostanziale.
L’obbligo di legge non scompare: la responsabilità dell’integrazione ricade su chi effettua la modifica, che sia:
La Direttiva Macchine (Allegato I, punto RES 1.5.12 – Radiazioni Laser) impone che per dichiarare la macchina sicura all’esterno (ossia declassarla a Classe 1 in condizioni operative normali), occorre dare rigorosa evidenza documentale nel Fascicolo Tecnico.
La verifica deve dimostrare che:
Se nessuno ha aggiornato il Fascicolo Tecnico e la valutazione dei rischi ai sensi del D.Lgs. 81/08 Titolo VIII, Capo V (ROA), quella macchina NON è conforme. In caso di infortunio, la responsabilità penale per omessa valutazione del rischio e violazione della marcatura CE cade direttamente sul Datore di Lavoro.
Prima di mettere in funzione una linea con laser integrato, verifica questi 5 punti fondamentali:
[ ] Analisi dei Rischi Specifici: È stata redatta un’analisi dei rischi per l’integrazione del laser Classe 4?
[ ] Segregazione e Declassamento: La segregazione garantisce la classificazione della macchina a Classe 1 all’esterno dei ripari?
[ ] Schermi/Superfici trasparenti: sono presenti le relative certificazioni?
[ ] Fascicolo Tecnico e Certificazioni: Il Fascicolo Tecnico contiene la relazione di valutazione del rischio laser conforme al RES 1.5.2 della Direttiva Macchine?
[ ] Designazione TSL: È stato designato e consultato il TSL (Tecnico Sicurezza Laser) ove previsto dalle norme vigenti?
L’integrazione di componenti critici e la conformità alla Direttiva Macchine non possono essere gestite su fogli di calcolo sparsi o basandosi sulle prassi della manutenzione. Il software Q-81 HSE offre strumenti digitali integrati per governare ogni modifica d’impianto:
Il team di esperti di Q-81 HSE Advisory può aiutarti ad adeguare la linea di produzione e garantire la conformità di un’integrazione laser di Classe 4.
Dal sopralluogo iniziale all’analisi strumentale, i nostri specialisti ti supportano in ogni fase del processo:
Cos’è il requisito RES 1.5.12 della Direttiva Macchine?
Il RES 1.5.12 è il Requisito Essenziale di Salute e Sicurezza relativo alle radiazioni laser emesse dalle macchine che impone di proteggere i laser presenti su macchine al fine di evitare lesioni agli operatori.
Sotto si riporta il testo completo del RES 1.5.12. Radiazioni laser
In caso di impiego di dispositivi laser va tenuto conto delle seguenti disposizioni:
– i dispositivi laser montati su macchine devono essere progettati e costruiti in modo da evitare qualsiasi radiazione involontaria,
– i dispositivi laser montati sulle macchine debbono essere protetti in modo tale che né le radiazioni utili, né le radiazioni prodotte da riflessione o da diffusione e le radiazioni secondarie possano nuocere alla salute,
– i dispositivi ottici per l’osservazione o la regolazione di dispositivi laser montati sulle macchine devono essere tali che le radiazioni laser non creino alcun rischio per la salute.
Quali sono i rischi legati alle Radiazioni Ottiche Artificiali (ROA) da laser Classe 4?
I laser Classe 4 comportano rischi di lesioni irreversibili alla retina e ustioni cutanee (anche per riflessione diffusa), oltre al rischio di innesco d’incendio e alla generazione di fumi tossici durante i processi di taglio o marcatura.
Integrare un laser su una macchina usata richiede una nuova Marcatura CE?
Sì. Se l’integrazione introduce nuovi rischi non contemplati dal costruttore originario, si configura come una modifica sostanziale. Chi effettua la modifica deve aggiornare la valutazione dei rischi, il Fascicolo Tecnico e rilasciare una nuova Dichiarazione di Conformità CE.