I robot collaborativi (COBOT) sono robot antropomorfi con movimenti su sei assi progettati per rispettare criteri di sicurezza, flessibilità e compattezza e studiati per lavorare a stretto contatto con l’operatore anche senza barriere protettive all’intorno.
I robot possono essere molto diversi tra loro: per dimensioni, portata, velocità, minore o maggiore flessibilità operativa e applicativa, costo, necessità o meno di barriere di sicurezza e per molte altre caratteritiche. Volendo riassumere le principali differenze fra i robot tradizionali e i robot collaborativi possiamo dire che un robot è una macchina autonoma che esegue un compito senza il controllo umano, un cobot è un robot artificialmente intelligente che svolge compiti in collaborazione con lavoratori umani. Pertanto, il cobot si differenzia dai robot autonomi in quanto è programmabile e lavora insieme all’essere umano.
Focalizzandoci sull’aspetto della sicurezza sul lavoro è utile sapere che la maggior parte dei robot collaborativi può operare senza l’ausilio di barriere di protezione intorno, a differenza dei robot tradizionali, che invece necessitano di costose recinzioni volte a separare lo spazio dove operano da quello in cui agiscono le persone. I robot collaborativi dispongono di una serie di safety native che permettono in fase di installazione e programmazione di pensare direttamente il processo come un’attività suddivisa fra uomo e cobot.
In un cobot è possibile impostare distanza e tempo di arresto e molte altre variabili che rendono la sua implementazione del tutto sicura anche in un’area affollata. I robot collaborativi inoltre offrono la possibilità di poter essere equipaggiati con un’ampia gamma di sensori che ne accrescono la sicurezza, come laser scanner e sistemi di visione che registrano la presenza dell’operatore controllando movimenti e tempi di reazione del cobot.

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